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di Oreste Vassalluzzo

BATTIPAGLIA. Non si placa la polemica tra l’amministrazione comunale di Battipaglia e la Provincia di Salerno per lo stoccaggio di 3000 tonnellate di ecoballe presso lo Stir della zona industriale. Non bastano le rassicurazioni, giunte attraverso una dichiarazione alla stampa, da parte del presidente della Provincia Giuseppe Canfora che annuncia che le ecoballe conterranno soltanto secco sottoposto a trito vagliatura così come scritto nell’ordinanza urgente firmata l’altro ieri. Ma Canfora non lesina anche una stoccata politica alla sindaca Cecilia Francese e alla sua

Giuseppe Canfora, presidente della Provincia

amministrazione dopo la delibera di giunta varata ieri contraria al provvedimento emesso da Palazzo Sant’Agostino. «Mi dispiace rilevare che il Comune di Battipaglia non abbia colto la difficile scelta operata, a tutela dei cittadini – dichiara il presidente Giuseppe Canfora -. Spero che le motivazioni non siano di colore politico. La Provincia ha fatto il proprio dovere. Siamo contenti di aver evitato con questa mossa strategica l’accumularsi di rifiuti nelle strade con il pericolo di gravi emergenze sanitarie». L’allusione alla posizione politica dell’amministrazione Francese tende a sminuire il fatto che la decisione, seppur per evitare una emergenza ambientale e portata avanti con urgenza, non sia stata condivisa con la sindaca Cecilia Francese e passando sulle teste dei cittadini battipagliesi. Il blocco del lavoro presso il termovalorizzatore di Acerra ha creato questa situazione di emergenza. Il provvedimento, seppur temporaneo, permette alla società EcoaAmbiente, che gestisce lo Stir di Battipaglia, di stoccare fino al 4 settembre prossimo le ecoballe prodotte e che non possono essere smaltite presso l’impianto di Acerra. Si tratta, comunque, di secco sottoposto a tritovagliatura che ha un impatto certamente minore rispetto al problema miasmi che in queste settimane sta assillando i battipagliesi. La parte umida, infatti, sarà smaltita presso la discarica di San Tammaro in provincia di Caserta attraverso un accordo tra il presidente Canfora e il suo collega

Cecilia Francese, sindaca di Battipaglia

Lavornia. La posizione dell’amministrazione comunale resta però ferma.  La questione resta in piedi. Sul territorio di Battipaglia non si possono consumare atti senza informare l’amministrazione comunale e passando sulla “testa” dei cittadini. «Nessuna colorazione politica della posizione assunta dal Comune di Battipaglia, se questa può essere la preoccupazione del presidente Canfora – dice la sindaca Cecilia Francese -. Noi chiediamo con forza maggiore collaborazione istituzionale e maggiore coinvolgimento dei territori i quali non possono essere chiamati soltanto ad accettare passivamente le scelte fatte da enti sovracomunali che però li coinvolgono pesantemente e penalizzano i membri di una comunità. I sindaci non sono degli irresponsabili. Nel corso dei decenni di una crisi infinita dei rifiuti in Campania i Comuni hanno svolto un ruolo fondamentale per reggere la situazione, dinanzi alla pure legittima irritazione dei cittadini, e  pure all’interno di una grandissima confusione sulla strategia da mettere in campo». L’amministrazione di Battipaglia  ha sollevato alcune questioni di fondo, che sarebbe gravissimo non cogliere sia a livello politico che a livello istituzionale: ha posto un problema di correttezza di rapporti istituzionali, fondamentali se si vuole parlare di collaborazione istituzionali. «Se c’è chi pensa che sul territorio di Battipaglia si possa continuare a fare di tutto e di più senza rapportarsi all’istituzione locale come evidentemente è avvenuto negli ultimi lustri, probabilmente non ha colto un dato: Battipaglia ha una amministrazione, che è legittimata dal voto popolare e che ha posto la difesa del territorio fra le proprie priorità – prosegue la sindaca -». Altra questione

L’impianto Stir

posta è l’assoluta inopportunità di richiedere ancora un ulteriore sacrificio ad un territorio che negli ultimi 20 anni è stato letteralmente martirizzato da scelte piovute dall’alto grazie anche ai continui vuoti di governo. «Battipaglia è circondata da discariche che per decenni hanno servito l’intera Provincia e sulle cui bonifiche abbiamo più di qualche dubbio – attacca ancora la prima cittadina -. Ma soprattutto in quei 20 anni sono stati autorizzati un impianto di CDR diventato dopo STIR, sei strutture private che lavorano fasi del ciclo dei rifiuti; infine un impianto di compostaggio nel comune di Eboli ai confini con Battipaglia». Terza questione la scarsa considerazione della comunità battipagliese. Proprio in  queste settimane, infatti, la città è attraversata da malumori e tensioni dovute proprio alle conseguenze  odorigene della presenza di tanta impiantistica su cui, non a caso, stiamo chiedendo controlli sempre più stringenti, e dal fatto che il territorio è attraversato da centinaia di camion dediti  al trasporto di ogni tipo di frazione del rifiuto. «Altro che colorazione politica della nostra posizione – conclude Cecilia Francese -. Anzi siamo noi che ci sentiamo abilitati a chiedere se la scelta di stoccare rifiuti nello STIR di Battipaglia, benché relativi alla frazione secca tritovagliata non sia essa frutto di una scelta politicamente colorata. Per questo chiediamo, come abbiamo fatto con atto deliberativo, la revoca della ordinanza 1/2017 e l’immediata convocazione di un tavolo interistituzionale cui anche il Comune di Battipaglia possa sedersi e dire la propria opinione in merito».

 

 

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