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BATTIPAGLIA. Dubbi sui lavori di recupero del Castelluccio che si stanno effettuando ad opera del proprietario, l’imprenditore Francesco Santese. E’ il Fai (fondo ambiente italiano) ad

Parte retrostante demolita e ricostruita
Parte retrostante demolita e ricostruita

intervenire con una lettera inviata alla Soprintendenza, al Ministero dei Beni Culturali, al presidente della Provincia Giuseppe Canfora e alla sindaca di Battipaglia Cecilia Francese. La responsabile nazionale del Fai Daniela Bruno prende spunto dalle numerose segnalazioni, corredate da documenti fotografici, giunti da diversi attivisti del Fai e collaboratori. Nella lettera si chiedono spiegazioni sull’intervento di restauro dello storico edificio, simbolo di Battipaglia. «Il Castelluccio di Battipaglia è stato segnalato dai cittadini al nostro censimento nazionale “I Luoghi del Cuore” nella

Intervento in corso con cemento armato
Intervento in corso con cemento armato

scorsa edizione del 2014, ricevendo 3268 voti – si legge nella missiva -. Ci sentiamo pertanto in dovere di intervenire riguardo alle segnalazioni che ci sono pervenute e che denunciano una ricostruzione “di fantasia” dell’immobile, in particolare nella parte retrostante, qui documentata da fotografie: dove sorgeva un corpo coperto da tetto a due falde, infatti, ora si intravedono merlature in tufo giallo rivestite di cotto rosso; il tutto si erge su una struttura in cemento armato che sostituisce integralmente quella in materiale calcareo preesistente». I dubbi del Fai riguardano la stratigrafia dell’edificio, l’alterazione della parte più antica della fase longobardo-normanna e l’eventuale violazione della “Carta Italiana del Restauro”.

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