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BATTIPAGLIA. C’è polemica all’interno del Pd con le frizioni tra la segreteria cittadina guidata da Davide Bruno  e quella provinciale con a capo Nicola Landolfi, ex candidato al consiglio comunale alle ultime amministrative e rimasto fuori dal Consiglio. Il pomo della discordia è, ormai da mesi, il tentativo di commissariare il Pd di Battipaglia. Landolfi ci ha

Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd
Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd

provato più volte ma ha sempre trovato un muro invalicabile da parte della segreteria regionale. E non manca occasione, anche a suon di diffide rispetto a manifestazioni organizzate dal segretario cittadino Davide Bruno, per polemizzare. Landolfi se l’è legata al dito. Insomma, vuole fuori Davide Bruno. E per questo sfrutta anche il rallentamento nel tesseramento del Pd locale (rallentamento che è generalizzato in tutta Italia per la situazione di incertezza che vivono i Dem). Landolfi scende in campo e difende anche Alessio Cairone, ex coordinatore cittadino del Gd che poi ha scelto di candidarsi (assecondato dal sindaco di Bellizzi Domenico Volpe) con Gerardo Motta e contro il proprio partito alle amministrative. Il segretario provinciale dei Dem fa il “filo” al giovane consigliere comunale di opposizione paventando un suo ingresso nel gruppo Pd al fianco del veterano Egidio Mirra. «Il tesseramento del PD è in ritardo in tutta Italia a causa della campagna referendaria  e della crisi del gruppo dirigente nazionale – interviene Davide Bruno -. Abbiamo scelto di fare il

Davide Bruno, segretario Pd Battipaglia
Davide Bruno, segretario Pd Battipaglia

gazebo in piazza per garantire a tutti l ‘adesione e mantenere la sintonia con il nostro elettorato. Anche domenica abbiamo avuto la dimostrazione di tante persone legate ai nostri valori». Non c’è solo il tesseramento nell’orizzonte politico del segretario cittadino del Pd. «Manteniamo centrale l’obiettivo di allargare il nostro partito a esperienze e  quanti si riconoscono nel riformismo, nella solidarietà e nel progresso – continua Davide Bruno -. Per quanto riguarda Cairone all’inizio della consiliatura gli abbiamo proposto un patto di reciproca consultazione in consiglio comunale cosa che Cairone ha preferito non fare scegliendo un tipo di opposizione diversa come dimostrano gli atti sottoscritti. Un’opposizione che non si concilia con posizioni di governo, anche se in minoranza o all’opposizione. Ma c è sempre tempo per ricredersi o svolgere diversamente la propria funzione perché Alessio è giovane e può essere una risorsa non solo per un’area politica ma per la città». Ma Bruno, oltre ad aprire

Alessio Cairone
Alessio Cairone

a Cairone, parla anche delle responsabilità politiche che l’hanno portato fuori dal partito. «Certo che in riferimento ai giovani democratici che ci sono come ragazzi e ragazze e sono tanti e per i quali lo  sbandamento come organizzazione c’ è stato nel vedere un riferimento non candidarsi con il Pd   e fare altre scelte. Sarebbe importante poter fare finalmente chiarezza». Bruno precisa ancora. «Continuiamo con forza a sostenere l’azione del governo regionale con l’area di crisi industriale, la rimodulazione delle risorse comunitarie, gli Ato per acqua e rifiuti, il tema delle infrastrutture con il patto per la Campania. Il dialogo tra istituzioni e la difesa delle istituzioni stesse sono lo spartiacque su cui misuriamo la nostra capacità, il resto fa parte di uno scontro di cui nessuno ne capisce le ragioni e da della politica l’immagine peggiore».

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