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NAPOLI. ”Sono rispettoso delle procedure previste dalla legge”. Cosi’ il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha risposto ai cronisti che chiedevano se si rischia il caos istituzionale per l’applicazione della legge Severino sul presidente eletto della Campania Vincenzo De Luca. Orlando ha preso parte alla tavola rotonda nell’ambito del seminario sul tema ‘Il carcere dei diritti, verso gli Stati Generali’, in corso presso il Circolo Ufficiali di Napoli, a Palazzo Salerno.Domani nell’Aula di Montecitorio il

Vincenzo De Luca, governatore della Campania
Vincenzo De Luca, governatore della Campania

governo rispondera’ nel corso del question time all’interrogazione presentata dal gruppo parlamentare di Sinistra Ecologia Liberta’ sulla situazione della Regione Campania dopo il voto del 31 maggio scorso. ”Nella vicenda si evidenzia un possibile conflitto di interessi tra Renzi segretario del Pd e Renzi Premier che deve decidere su De Luca e chiede di conoscere quali misure si intendono adottare in merito alla sospensione di Vincenzo De Luca, condannato per abuso d’ufficio e quindi soggetto alla Legge Severino”. Lo annuncia il capogruppo dei deputati di Sel Arturo Scotto. ”La normativa – prosegue il capogruppo di Sel – impone l’immediata sospensione dall’incarico nei confronti degli amministratori pubblici condannati, anche solo in primo grado, per una serie di reati, tra cui quelli contro la pubblica amministrazione. Oggi, ai sensi della ”legge Severino”, il segretario del Pd, in qualita’ di Presidente del Consiglio de

Arturo Scotto, capogruppo Sel
Arturo Scotto, capogruppo Sel

i Ministri, dovrebbe adottare il provvedimento che accerta la sospensione del candidato del suo partito. Renzi dunque si trova in una evidente condizione di conflitto di interessi. Ed e’ per questo che ci rivolgiamo al Pd: no a provvedimenti ad personam, non si puo’ giocare con la legge. La sospensione dove avvenire immediatamente dopo la proclamazione degli eletti, e prima della nomina della Giunta e del Vicepresidente, cosi’ da evitare che la normativa vigente venga, di fatto, aggirata con la creazione di un pericoloso precedente. L’unica soluzione – conclude Scotto, e’ lo scioglimento immediato del Consiglio regionale campano e l’indizione di nuove elezioni”.

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