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 Da sempre Battipaglia è stata colonia politica per i vertici politici provinciali. Non a caso la conferma a questa “vocazione” della cittadina della Piana del Sele giunge dall’analisi del voto alle regionali appena concluse con l’elezione del neo governatore della Campania Vincenzo De Luca. Nella Prima Repubblica Battipaglia è stata terra di conquista elettorale di Ciriaco De Mita, di Carmelo Conte e di altri potentissimi politici nazionali. Ora, con esponenti certamente meno eminenti, diventa terreno fertile per i “nuovi” vertici della politica regionale. Non a caso il risultato dei candidati battipagliesi, ben nove nelle liste regionali, conferma questo “trend” negativo per la cittadina della Piana. Bocciati anche i nomi più “blasonati”. Fernando Zara in testa che ha ancora velleità di candidatura a sindaco dopo il periodo di commissariamento per mafia e il tramonto, per mano della magistratura, dell’amministrazione Santomauro. Risultato insufficiente per il candidato di Caldoro Presidente così come per tutto il centrodestra. Ma se Zara prende una sonora “batosta”, Carmine Pagano (Fdi-An) non sorride. Certo raccoglie lo scettro di primo candidato di Battipaglia, ma i voti raccolti sono stati largamente insufficienti per la sua elezione. Meno “grave” la sua posizione, si è misurato per la prima volta in una competizione regionale, ma pur sempre lontana dalla possibilità di sedere in consiglio regionale. La strategia del centrodestra (quale?), ha premiato l’ex sindaco di Salerno che ha raccolto gli “scontenti”. Gerardo Motta ha capitanato la rivolta degli imprenditori della Piana del Sele che compatti hanno preferito il candidato governatore del Pd. La “colonia” Battipaglia è pronta, ancora una volta, ad accogliere la politica “estera”. Con buona pace dei battipagliesi a cui, tutto sommato, stanno bene anche i commissari straordinari.

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