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Che lo Zar(a) sia stato, nel bene e nel male, protagonista della vita politica e amministrativa di Battipaglia questo è un dato incontrovertibile. Orami è inserito a pieno titolo nei libri di storia della città della Piana del Sele. È lui, da buon combattente, non rinuncia alla battaglia. Non ci rinuncia mai, anche quando è persa in partenza, o almeno sembra così. Due volte eletto sindaco. La prima volta arrestato con accuse gravi (salvato nei processi, spesso, dalla prescrizione). La seconda volta defenestrato, in anticipo, per sua volontà, dopo aver creato una incompatibilità con la carica di primo cittadino auto nominandosi amministratore dell’allora Alba Nuova. Per non parlare della sua collocazione politica. Quasi sempre di centrodestra ma non solo. Fare il giochino delle tessere o dei cambi di casacca sarebbe troppo lungo ma ci proviamo già sapendo di dimenticare qualcosa. Dal Msi ad An, per poi passare nell’Udc, Udeur e ancora Forza Italia, Fratelli d’Italia e poi con Caldoro. Ora, riscoperta la sua antica fede da Diacono, abbraccia il partitino messo in piedi dall’ex ministro di Avellino Gianfranco Rotondi, Rivoluzione Cristiana. E in questi partiti, lo Zar(a) ha sempre tentato la scalata, ancora e ancora, a Palazzo di Città. Lo ricordate nel 2007 con una coalizione di simil centrosinistra a provare a battere tutti? Quella battaglia non fu fortunata. Le alchimie del farmacista Gennaro Barlotti furono più efficaci. Per non dimenticare le cariche di consigliere provinciale e poi alla Regione, solo dopo l’arresto e l’estromissione di Alberico Gambino, ex sindaco di Pagani. E sì perché alla Regione lo Zar(a) ci è arrivato, ma non con il voto degli elettori. Vogliamo anche ricordare l’ultima esperienza alle regionali dello scorso anno. Una bocciatura in grande stile in termini numerici. E adesso si ripropone nel festival del “arieccolo”. Che lo Zar(a) faccia parte della scena politica battipagliese e provinciale ormai da un trentennio è storia, come dicevamo prima. Ma la domanda sorge spontanea. È sempre giusto proporsi e imporsi a qualunque titolo e per qualunque carica? Ho troppi capelli bianchi e smesso da tempo i calzoni corti per non osservare, credere e ribadire, che lo Zar(a) ha ormai fatto il suo tempo. Fernando, nulla di personale.

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