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BATTIPAGLIA. A distanza di una settimana dalle Elezioni Regionali, il laboratorio socio-politico “CoscienzaSociale” formula alcune brevi considerazioni sulle prospettive post-elettorali per lo sviluppo del territorio battipagliese

Nessuno dei nove candidati battipagliesi alle Elezioni regionali è entrato a far parte del Consiglio Regionale della Campania. Ciò desta non poche preoccupazioni per le prospettive di sviluppo del territorio battipagliese. La partita per le Regionali era troppo importante per non essere giocata con intelligenza e lungimiranza, forse tentando di “fare squadra” andando oltre i protagonismi e le mere tattiche della propaganda. La ricca varietà di candidature dei cittadini battipagliesi nella circoscrizione salernitana, se da un lato ha attestato un quadro pluralistico vivace, dall’altro ha probabilmente contribuito a frammentare la base delle preferenze locali. Resta il fatto che il futuro di Battipaglia passa anche per Napoli: si pensi alla ricezione dei Fondi europei per la sovvenzione dei progetti locali. Da oggi la distanza tra la Piana ed il capoluogo campano s’è allungata e solo la mediazione politica attuabile negli altri Enti locali potrà forse accorciarla.
Ringraziamo intanto i signori Farina, Landi, Pagano, Pascale, Salimbene, Toriello, Zara e la Sig.ra Del Pizzo per la prontezza e la sensibilità con cui hanno risposto alle domande che “CoscienzaSociale” ha affidate alla stampa locale. È stata un’operazione semplice quanto insolita, di certo l’unica a gettare un sassolino nel pantano stagnante della politica in città, che non s’è accorta dell’importanza del trascorso appuntamento elettorale. Mai come in questi giorni – anche dopo il voto – il silenzio sull’importanza delle Regionali può risultare invalidante. Potevamo sperare che la tornata elettorale potesse essere l’occasione per riaccendere i riflettori su problematiche locali di ampia portata e di profonda incidenza nel tessuto cittadino ma, a quanto pare, la campagna elettorale non è valsa a destare la coscienza civica di battipagliesi.
Prendiamo dunque atto di quanto hanno affermato i candidati, non senza accogliere i loro pronunciamenti con spirito critico. I candidati alle Regionali hanno parlato di Piano sanitario e di crisi occupazionale nella più grande cornice dello sviluppo locale. Ciò ci dà adito di soffermarci ancora su un’altra questione ‘trasversale’, da noi non posta eppure evocata più volte nelle risposte, quella ambientale. Riteniamo sia difficile parlare di turismo locale se non si risolve – e ci sta pensando l’Asis – il problema che sembra di scarsa rilevanza, qual è quello della depurazione delle acque reflue. Molti ne hanno dato cenno, ma da anni ormai proprio la Regione Campania decreta la non balneabilità del nostro litorale, mentre ci s’attarda nel promuovere iniziative risolutive di concerto con gli altri Enti locali. Del resto, ogni progetto di risanamento ambientale sarebbe infondato se prima non si salvaguardano le acque del fiume Tusciano. Per non dire della bonifica della pineta: una discarica labirintica che fa da scenario ai nefandi affari della miseria… In litoranea si concentrano mali del territorio battipagliese che ne fanno un ricettacolo di delinquenza, a cominciare dalla prostituzione, dall’immigrazione clandestina, dall’inquinamento e dall’abusivismo. È il caso di parlarne? Sono interrogativi generici e vaghi? Tentavamo di farlo quando le urne erano ancora vuote. Ritorniamo a farlo ora, a distanza di una settimana dalle elezioni. Il laboratorio CS continuerà a mantenere desta l’attenzione pubblica su tali questioni, chiamando la classe politica ad assumere posizioni di responsabilità nell’approccio ordinario ai problemi del nostro territorio. Dobbiamo forse aspettare le Amministrative battipagliesi, quando gli aspiranti alle poltrone cittadine vanteranno meriti e precedenze nel considerare questi drammi?

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