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cecilia francese bannerBATTIPAGLIA. Cecilia Francese, candidata a sindaco di Etica per il Buon Governo e della coalizione che comprende anche Rivoluzione Cristiana e Forza Italia, interviene sul tema della sanità nella Piana del Sele a pochi giorni dall’annuncio del nuovo piano ospedaliero regionale. Lo fa dai microfoni di TargatoSa. «Noi non dimentichiamo i problemi reali della nostra città. Ci continua a piacere parlare di programmi – dice -. Del fare e di cosa faremo al ospedale-Battipaglia-ingressogoverno della città. La sanità è uno dei cavalli di battaglia del nostro movimento. Siamo stati l’unica forza politica a dare battaglia per la sanità in consiglio comunale. Ricordiamo quella sulla medicina nucleare che resta chiusa al’ospedale di Battipaglia. C’è una volontà di chiudere le strutture funzionanti per facilitare accordi con il privato evidentemente. Abbiamo chiesto un consiglio comunale congiunto con Eboli perché si penalizza soprattutto la Piana del Sele. Per anni ci siamo battuti tra di noi tra Eboli e Battipaglia. Ora questi stanno tagliando in maniera lineare senza badare all’efficienza e basandosi solo sul peso delle forze politiche che rappresentano i territori. E purtroppo noi da tre anni non abbiamo chi ci difende». E si parla proprio del nuovo piano ospedaliero regionale targato De Luca. «Questo piano sanitario che sta per essere approvato ripercorre quello vecchio – continua Cecilia Francese -. La sanità nella Piana

Cecilia Francese, candidata a sindaco di Etica
Cecilia Francese, candidata a sindaco di Etica

del Sele subirà tagli più evidenti a favore dell’Agro Nocerino Sarnese e di Vallo della Lucania. Il piano suddivide gli ospedali di base, che mantengono il pronto soccorso e reparti essenziali. Eboli e Battipaglia sono in questa categoria. Se guardiamo la media in base a i posti letto, generalmente ci sono 4,5 posti letto per mille abitanti. Nella Piana del Sele, un’area che conta 300mila abitanti, i posti letto non arrivano a 2 per mille abitanti. Poi ci sono gli ospedali di primo livello che sono stati individuati a Nocera Inferiore e Vallo della Lucania. E poi gli ospedali secondo livello individuati nell’azienda ospedaliera Ruggi di Salerno. E qui hanno fatto questo giochino inserendo nella stessa azienda ospedaliera i presidi di Cava, di Mercato San Severino e il Da Procida. Per cui questi ospedali non rispondono all’Asl ma all’azienda ospedaliera. C’è un disegno per penalizzare la Piana del Sele». E la politica deve intervenire in queste questioni, anche a livello locale. Lo può certamente fare un sindaco. «Qualcuno dice che la politica non può fare niente – commenta Cecilia Francese -. E non è così. Il sindaco è la massima autorità in tema di sanità sul territorio. Il sindaco ha la possibilità di interagire fino al livello regionale. Una delle prime cose che faremo è proprio questo. Attenzione massima a che l’ospedale cittadino funzioni perfettamente. Qui, anche in questa campagna elettorale, si stanno promettendo molti incarichi nella sanità. Bisogna finire di dare incarichi all’amico dell’amico. Ai cittadini di Battipaglia serve un ospedale che funzioni, con persone efficienti. Sulla sanità non si scherza. Noi dobbiamo riaprire il discorso a livello regionale. Se questo ospedale continua a funzionare così ci porto la città davanti all’ospedale. E lo faccio davvero. Non mi fermerò». E nel nuovo piano ospedaliero regionale non si parla più dell’ospedale unico della Valle del Sele. «Stanno continuando a massacrare la sanità nella Piana del Sele – dice il medico battipagliese -. L’ospedale di Agropoli resta chiuso e però poi si ripesca Scafati. Dobbiamo fare attenzione a questo piano regionale che manda all’aria il discorso dell’ospedale Unico della Piana del Sele che ci avrebbe portato professionalità. Oggi Battipaglia conta 138 posti letto mentre Eboli 156. A Battipaglia hanno lasciato ginecologia ma attenzione che se non si fanno mille parti all’anno chiudono anche quella. Il problema è che i commissari sono stati completamente assenti in questi anni. Non si sono seduti ai tavoli regionali. Non hanno difeso il nostro territorio». E ci sono anche le proposte per armonizzare i due ospedali più grandi della Piana del Sele, quelli di Eboli e Battipaglia. «Iniziamo ad esempio a eliminare le due direzioni sanitarie, facciamone una. Non facciamo reparti doppioni – afferma Cecilia Francese -. Bisogna rinegoziare i diritti dei cittadini della Piana del Sele a costo di bloccare tutto. E poi bisogna mettere mano e riorganizzare la medicina del territorio perché non tutto si può risolvere solo in ospedale».

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