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box-editoriale4Sono d’accordo con Gerardo Motta, “E’ una cosa vergognosa, non hanno alcun rispetto né per i vivi e né per i morti” (stralcio delle dichiarazioni rilasciate al quotidiano Il Mattino). E sono talmente d’accordo con lui che arrivo a dire altro. E’ una vergogna, ma davvero una vergogna che a poche ore dalla morte del consigliere comunale ed ex candidato sindaco del centrosinistra, sia Gerardo Motta che Alessio Cairone si sono “divertiti” nel corso del “Torneo degli Angeli”, meritoria iniziativa sportiva in ricordo dei figli di Battipaglia volati in cielo prematuramente (lo dimostrano le foto). Io non credo sia stata una vergogna partecipare a quella iniziativa ma non credo nemmeno sia una vergogna celebrare un consiglio comunale a sei giorni dalla morte di Enrico Lanaro. E sì, perché se vale il discorso di bloccare la politica, vale anche il discorso di img_7255bloccare ogni attività ludica, soprattutto di chi ha condiviso un percorso politico proprio con il compianto veterinario che è stato persona perbene sia dal punto di vista personale che strettamente politico. E allora il grido “vergogna” pronunciato da Gerardo Motta lo condivido. Ma non per il mancato blocco dell’attività amministrativa, giovedì si celebrerà il consiglio comunale e saranno in attività anche le commissioni consiliari permanenti, ma per il cattivo gusto, per il discorso dei due pesi e due misure, per la doppia morale che sempre si muove attorno all’attività politica di questa opposizione forcaiola e “giustizia dipendente”. La caduta di stile è sotto gli occhi di tutti. img_7258Le motivazioni per celebrare il consiglio comunale ci sono tutte. A parte le attività amministrative obbligatorie e urgenti, ma anche per celebrare degnamente la memoria del dottore Enrico Lanaro nel luogo simbolo dei battipagliesi, il consiglio comunale. E sarà possibile anche da parte di questa opposizione celebrare la memoria di uno dei suoi componenti che ha lasciato anzitempo la vita terrena. Enrico Lanaro ci ha lasciato un insegnamento: la vita va vissuta intensamente sino alla morte pensando al futuro. Lui ha lavorato sino alla fine senza rinunciare ai progetti per il futuro. Come sempre, niente di personale. Una forte stretta di mano a tutti.

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